Quasi inverno (di Luca Milani)


Girano le ruote dei mezzi,
coprono distanze, trasportano l’economia, procurano tensione ed agonia.

Vorrei parlare alla strada, che mi raccontasse delle voci che ha sentito, 
pensieri che ha percepito, dialoghi che ha catturato.

Eppure basta far volare sguardo e immaginazione al di la del guardrail,
sulle umide evaporanti distese campestri carezzate da timidi raggi di sole.
Filari di abeti equamente distribuiti con geometrica precisione,
vestiti di poche foglie ma dritti orgogliosi nella propria nudità.
Sporadici gruppetti di passeri, avanzo di stormi in migrazione,
fluttuano in volo convulso alla ricerca della giusta direzione.
All’orizzonte qualche cima spolverata di bianco spezza la scala di grigio della successione interminabile di una catena montuosa, buffa percezione di profondità.
Nuvole grigie che mutano in animali, volti, paesi, città, 
si mescolano ai fumi dei camini accesi.
È quasi inverno.