Riflessioni di marzo (di Luca Milani)
Eccomi qui,
nel vorticoso mondo ovattato,
dove ogni suono mi giunge soffocato,
in una strada del centro di un luogo che non conosco,
in cui mi sento un intruso, uno fuori posto.
Insisto, cammino disinvolto,
un po' ingobbito, la sciarpa mi copre il volto,
mi fingo sano, ma invece non lo sono,
ho esagerato, non me lo perdono.
Mi chiedo chi me lo fa fare,
di vivere la vita così male,
dove alterno gioia a malinconia,
dove non lo decido io, mi viene e così sia.
Mi chiedo chi lo sappia fare,
saper dosare l'aria da respirare,
quella che manca a me, troppo spesso,
quella che manca a me, soprattutto adesso.
Guarda lì, che bella cattedrale,
non mi ero accorto, c'è anche un lungomare,
che silenzio, risaccano le onde,
e che silenzio, nessuno che risponde...
a questo grido mio,
l'urlo che ho nel cuore,
come allo stadio prima del rigore,
un grido afono che aspetta, senza fretta,
chissà quale verità, segreta,
chissà quale verità, oscura,
chissà quale vittoria o sconfitta muta.
Mi chiedo chi me lo fa fare,
di vivere la vita così male,
dove alterno gioia a malinconia,
dove non lo decido io, mi viene e così sia.
Mi chiedo chi lo sappia fare,
saper dosare l'aria da respirare,
quella che manca a me, troppo spesso,
quella che manca a me, soprattutto adesso.
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